Antonella Ravagli

Biografia

Antonella Ravagli è nata a Faenza nel 1963. Compiuti gli studi presso l'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica «Gaetano Ballardini» di Faenza, Antonella Ravagli si diploma all'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1986, seguendo il Corso di Pittura di Concetto Pozzati e discutendo una tesi sull'«Artescrittura», scelta anticipatrice di certa sua produzione in cui immagine e scrittura, appunto, si legano in un dialogo ricco di suggestioni.
Già nel 1988 è invitata dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza a intervenire con un Work in progress al laboratorio munariano Giocare con l'Arte. L’attenzione alla didattica è elemento caratteristico della sua attività, che trova nello scambio con i giovani, in particolare, un elemento di stimolo: dal 1998 ricopre la cattedra di Arte e immagine presso la scuola Media Strocchi di Faenza e dal 2006 fa parte del gruppo IRRE (Istituto Regionale Ricerca Educativa) della regione Emilia Romagna per la sezione Educazione Artistica; è inoltre tra gli autori dei Quaderni dei gruppi di ricerca USR e IRRE Emilia-Romagna, Arte. Ricerca sul curricolo e innovazione didattica e Arte e Immagine, editi rispettivamente nel 2007 e nel 2010. Realizza altri laboratori di ceramica rivolti alle scuole, ispirati sempre alla poetica di Bruno Munari, per i Comuni di Forlì e di Portico, mentre dal 1996 al 2009 collabora con il Museo faentino a un laboratorio sperimentale per la grafica e la ceramica rivolto agli anziani. Dal 2005 al 2008 è incaricata dai Musei Civici di Pesaro a tenere corsi d’aggiornamento rivolti a educatori museali, operatori culturali e docenti.
All’attività didattica affianca fin dal 1983 quella pubblicistica con la collaborazione a numerose riviste di settore; molteplici sono, inoltre, i contributi critici in cataloghi di mostre – a molte delle quali collabora anche in veste di curatrice-, quali Alfonso Leoni la progettualità del casuale e Faenza- Deruta due realtà a confronto (entrambe in occasione delle Esposizioni Internazionali della Ceramica, Faenza 1993 e 1995); L’arte nuoce gravemente alla salute, Arte fresca non toccare e Elogio dell’imperfezione in occasione delle personali di Gianfranco Morini (Faenza, 2005; Siena, 2006 e Castelbolognese (Ravenna), 2007); Il gran fuoco di Aligi Sassu (Castelli d’Abruzzo, 2008); Alfonso Leoni. Sentimenti del gioco (Urbino, 2011); Artias, in occasione dei 150 anni dalla nascita (Senigallia e Faenza, 2012).
La riflessione teorica sul mondo della ceramica e sulla sua storia si concretizza nella collaborazione, a partire dal 1996, con l’Istituto Regionale Beni Culturali di Bologna per il quale conduce un’indagine conoscitiva sull’artigianato ceramico, pubblicata nel 2000.
Dal 1990 collabora per alcuni anni con l'architetto Giovanni Sangiorgi alla realizzazione di progetti di «Arteindustria» tra cui l'installazione ad Artefiera con Cerdomus (1994) e l'installazione di ceramica e luci in collaborazione con design Guzzini.
Nel 1993 realizza per Alpa Magicla Edizioni centoquaranta pezzi unici in ceramica intitolati Pagine, appartenenti ad una collezione di libri-oggetto, che espone alla Biennale Internazionale della Ceramica di Faenza e, l’anno successivo, all'Artefiera di Bologna e al Museo Pecci di Prato. Sul tema del libro, Antonella tornerà negli anni successivi e anche recentemente con una particolare collezione realizzata a quattro mani con Antonia Campi. Risale, infatti, al 2011 l’avvio della collaborazione con l’artista e designer lombarda, in occasione del concorso, indetto dalla Camera dei Deputati per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, per la realizzazione del grande pannello ceramico Italia nei secoli - insignito della Menzione d'Onore -. Molti i pezzi unici, firmati Antò, che nascono dal felice dialogo tra le due ceramiste, dalla loro creatività e dalla loro sapienza tecnica.
Antonella Ravagli ha sempre considerato, infatti, la ricerca sui materiali elemento qualificante la sua produzione. La materia prima cui fa ricorso - attenta senz’altro alla sostenibilità - è costituita da argille dismesse da laboratori, polveri provenienti da cantieri, cocci di vetro macinati che vengono mescolati e inglobati all’argilla: il materiale che ne deriva, dai risultati sorprendenti e ben poco prevedibili, è poi lavorato in lastre, incorniciate spesso anche con il ferro, e infine dipinto.
I suoi lavori, sempre intensamente materici, hanno ottenuto riconoscimenti prestigiosi e compaiono nelle collezioni dei più importanti Musei della ceramica italiani. A conferma della qualità del suo lavoro è stata selezionata per la mostra, Arte ceramica oggi in Italia, curata da Jean Blachaert a Villa Necchi Campiglio di Milano (dicembre 2013) sia con manufatti personali sia con creazioni siglate Antò.

Biografia a cura di Mariateresa Chirico

Download Bio   |    Download English Bio   |    Photo gallery